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GROTTAMMARE (AP): DELIZIA LUNGO L'ADRIATICA

Fino a quel momento, per noi giunti da Nord, del mare nemmeno l’ombra. Ora, alle porte di Ancona, ne sentiamo finalmente l’odore e l’A14 diventa “Adriatica” di nome e di fatto.

È ormai sera e dalla predominante posizione che ci regala l’autostrada, possiamo scorgere l’Adriatico oltre la congestionata area industriale nel porto del capoluogo marchigiano.

Ancora un piccolo passo della lancetta dei minuti e cala completamente il sipario. Con il buio, le auto involate sull’asfalto diventano lucciole lanciate a velocità inghiottite, a tratti, dalle bocche delle gallerie.

Una in particolare ci rimane impressa, quella “galleria del Castello”, la cui schiena è adornata da tanti bagliori, come bottoni argentati cuciti su una veste scura.

La curiosità di poter vedere da vicino, ci convince ad abbandonare l’autostrada al primo casello utile, quello di Grottammare. E abbiamo subito la scelta se prendere per la parte superiore o per quella inferiore del borgo. Chiaramente puntiamo in alto e ci fermiamo solo quando la ZTL ci sbarra la strada.

Il nostro occhio è commosso per la grande attenzione dedicata dagli Enti preposti e sicuramente privati cittadini, alla conservazione di questo grazioso patrimonio.

Il nocciolo storico si snoda intorno ad una bellissima piazze e la centrale e incantevole Via Palmaroli che presta un suo leggero slargo ad un botteghino che serve drink a numerosi avventori accomodati su tavolini all’aperto.

Pochi passi in avanti e siamo in Piazza Peretti, vera sciccheria della casa conservata come un’autentica reliquia. Ne danno prova le insegne degli esercenti ivi collocati, restaurate nel loro stile originale.

E’ tutto così maniacalmente ricalcato al millimetro da far viaggiare il turista in una macchina del tempo a ritroso.

L’arredo urbano è a tale scopo disseminato di moto ed auto o vespe dell’epoca, come delle piccole bomboniere sparse, tanto retrò da far respirare atmosfere magiche risalenti forse alla metà del secolo scorso.

In cima svetta il “Torrione della Battaglia”, praticamente quanto sopravvissuto del complesso fortilizio a destrutturazioni e abbattimenti praticati nel tempo per ragioni di sicurezza. Con il termine di “Battaglia”, secondo i dizionari del tempo, si indicava la truppa che alloggiava all’interno del mastio.

Il castello fu edificato nel basso Medioevo e, dopo varie vicissitudini sotto gli Sforza di Milano, passò sotto l’effigie papalina che operò dei rafforzamenti strutturali a difesa dai Veneziani.

Ma dal Seicento in poi, il forte precipitò in un graduale stato di decadenza.

Insomma, a Grottammare si respira aria di passato profumata da un pizzico di nostalgia.

Ora possiamo tornare in A14 e proseguire la nostra avventura

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